22.1.18

Lost and not found



La parola di oggi è perdere.
A un certo punto della sua vita,mia madre ha cominciato a perdere i capelli, mio padre invece i ricordi, uno via l’altro come sassolini dalle mani.
Nel giro di pochi giorni ho perso: l’orologio con il cinturino a strisce, il ciuccio rosa di Ester e i suoi guantini lilla. Ancora prima ho perso gli amici, ma quello è stato facile: è stato sufficiente non fare più niente o andare avanti.
Ho perso la forma fisica, la voglia di correre e di fare attività. Ho perso la voglia di pittarmi le unghie e di farmi la piastra ai capelli. La voglia di telefonare invece quella non l’ho mai avuta, ma è tutta colpa di Raffaella Carrà, e ora ho perso la voglia di raccontarlo. Ho perso le energie.
Si direbbe che ho preso l’abitudine di perdere qualcosa di me un poco alla volta.
Si dice anche che con meno si viva meglio, invece per me diventa tutto una fissa, un conteggio continuo su quello che ho perso e non trovo. Una check list di cose da ritrovare. La cosa imbarazzante è che appena ne ritrovo una, ne perdo subito un’altra. Dovrei trovare la forza si mandare affanculo le cose. Se sono andate perse, così come le persone, forse non erano poi così importanti, o si riesce vivere senza tranquillamente. Oppure un giorno l’universo si organizzerà per farmele ritrovare.
Rimango sempre io, dopo tutto dovrebbe bastarmi.

1 commento:

  1. In questi casi tutte le parole del mondo sono inutili (e pure fastidiose e poco rispettose). Ti leggo da un po' con molto piacere. E posso solo dirti che ti stringo forte forte. Niente "coraggio!" o "passerà". Solo un abbraccio e spero che questo messaggio ti scaldi un po' il cuore

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