5.2.18

Cor cordium


"Call me by your name" è il film che avrà due probabili epiloghi: il primo di non vincere nulla agli Oscar ed essere dimenticato lentamente, oppure il secondo di toccare la massima celebrità nel caso arrivasse qualche statuetta. Per me rimarrà comunque il film più bello in assoluto degli ultimi anni. Ho cominciato a guardarlo quasi per noia, l'ho finito in lacrime. Inizialmente mi andavo a ripetere quanto fosse pacco e pesante, poi ho capito che la lentezza delle scene descrivevano perfettamente il caldo torrido, gli infiniti pomeriggi estivi della gioventù. La lentezza è la chiave di interpretazione dell'attesa, dell'amore che fatica a prendere coscienza, della scoperta dell'erotismo tra i due protagonisti maschili. Un amore è un amore e lascia sempre emozionare. Il film (che consiglio di vedere in lingua originale, perché è un mix affascinante di inglese, italiano e francese) mi ha portato a leggere il libro da cui è stato riadattato. Me lo sono divorata in due giorni, ed è stato fondamentale anche per capire certi passaggi della pellicola e avere qualche dettaglio sul destino finale. 
I personaggi sono piuttosto fedeli, cambiano solo le ambientazioni, inoltre nel film il ruolo della madre di Elio va a inglobare quello di Viola, la giovane e malata confidente di Oliver.
La narrazione è incalzante e ti tira dentro la testa di Elio. Questo libro scava dentro, scopre i fili e li lascia esposti. Mette in luce ogni tormento e angoscia dell'amore che tutti inevitabilmente abbiamo vissuto. Mi ha fatto soffrire, lo ammetto.
Guardatevelo e leggetelo, li adorerete e forse entrambi vi faranno stare male in maniera incredibile, ma ne varrà la pena. Vi ricorderete che cosa eravate, che per cinismo e protezione avete imparato a farne a meno.

Nessun commento:

Posta un commento