27.3.18

Chiamami col tuo nome (André Aciman)


Non ci sarà mai amicizia tra noi, pensai, questo non è niente, solo un minuto di grazia. Zwischen Immer und Nie. Zwischen Immer und Nie. Tra sempre e mai. Celan.

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Se avesse saputo, se solo avesse saputo che gli stavo dando l’opportunità di fare due più due e di ottenere un numero più grande di infinito…
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all’improvviso mi resi conto che eravamo in un tempo preso in prestito, che il tempo è sempre in prestito e che la banca che ce l’ha concesso viene a riscuotere la rata proprio quando siamo meno preparati a pagare e, anzi, ce ne servirebbe dell’altro.
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che ci piaccia o no, quando si tratta dei cinque sensi tutti gli esseri umani parlano la stessa lingua, quella degli animali.
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Al posto tuo, se il dolore c’è, lo farei sfogare, e se la fiamma è accesa, non la spegnerei, cercherei di non essere troppo duro. Chiudersi in se stessi può essere una cosa terribile quando ci tiene svegli di notte, e vedere che gli altri ci dimenticano prima di quanto vorremmo non è tanto meglio. Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent’anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa… che spreco!»
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Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Ma ricordati, cuore e corpo ci vengono dati una volta sola. La maggior parte di noi non riesce a fare a meno di vivere come se avesse a disposizione due vite, la versione temporanea e quella definitiva, più tutte quelle che stanno in mezzo. Invece di vita ce n’è una sola, e prima che tu te ne accorga ti ritrovi col cuore esausto e arriva un momento in cui nessuno lo guarda più, il tuo corpo, e tantomeno vuole avvicinarglisi. Adesso soffri. Non invidio il dolore in sé. Ma te lo invidio, questo dolore.» Prese fiato. «Magari non torneremo mai più sull’argomento. Ma spero che non me ne vorrai per averlo tirato fuori. Sarò stato un padre terribile se, un giorno, tu dovessi pensare che volevi parlare con me e ti è sembrato di trovare la porta chiusa o non abbastanza aperta.»
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«E come i vecchi seduti intorno alla piazzetta di fronte al memoriale del Piave, parleremo di due giovani che avevano trovato tanta felicità per qualche settimana e avevano passato il resto delle loro vite a intingere batuffoli di cotone in quella ciotola di felicità, temendo che finisse, senza osare berne più di un ditale e solo in occasione degli anniversari di rito.» Ma questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta, avrei voluto dirgli. Quei due non possono disfarla, né riscriverla, né far finta di non averla vissuta, nemmeno riviverla; è lì, bloccata, come un’apparizione di lucciole in un campo d’estate verso sera, e continua a ripetere a ognuno di loro: Avresti potuto avere questo, invece. Ma tornare indietro è falso. Andare avanti è falso. Far finta di niente è falso. Cercare di rimediare a tutte queste falsità è a sua volta falso.

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