9.4.19

Invidia il prossimo tuo (John Niven)

Tempo dopo, molto tempo dopo, avrebbe avuto modo di chiedersi come sarebbero andate le cose se non gli fosse scappata di bocca quella frase. I piccoli interstizi della vita: gli attimi in cui pensiamo che non stia accadendo niente di significativo… E invece sta sempre accadendo qualcosa.


sembrava che l’infedeltà stesse diventando monopolio delle classi alte e basse. Se eri ricco sfondato, potevi combinarne di tutti i colori. Allo stesso modo, se vivevi in un quartiere malfamato, dove tutti ingroppavano tutti, dove una gravidanza era solo l’ennesimo modulo da compilare e l’ennesima coda in un orrendo ufficio dell’assistenza sociale, dove «scandalo» era solo l’ennesima rissa tra ubriachi in un sordido pub (la moglie e l’amante che si scagliavano l’una contro l’altra in un turbinio di anelli pacchiani e «troia schifosa»), anche lì potevi combinarne di ogni. Erano quegli idioti dei medioborghesi che di norma resistevano smettendo di scopare. Non potevano permettersi di divorziare. Connor, un amico di Alan, qualche anno prima era stato beccato con le mani nella marmellata. Tre figli, tutti in scuole private. Cacciato di casa. Era finito in un monolocale. In un cazzo di monolocale.


Be’, se siamo sicuri che riceverà quei soldi, potremmo anticipare il… – MAMMA! PAPÀ! STA COMINCIANDO FROZEN E NON RIESCO A… Era così che diventava qualsiasi conversazione tra adulti in una casa con due o più figli: un campo di battaglia di interruzioni, di frasi lasciate a metà, un cimitero pieno di pensieri di cui s’è perso il filo.


Eppure, per quanto strana fosse la continua crescita di Tom, Alan non mancava mai di stupirsi del fatto che i tuoi figli paiono avere sempre l'età giusta, l'età migliore per il massimo dell'amore. Quando hai una figlia di tre anni e osservi altri genitori con, mettiamo, figli di sette anni pensi una roba tipo: Cristo, come fanno a voler bene a quei giganteschi barbari? Eppure, quando tuo figlio compie sette anni quella sembra proprio l'età che dovrebbe avere. E lo stesso a dieci, a dodici e a venti.


Da bambini pensiamo che i grandi si aggirino per un boschetto soleggiato fatto di buonsenso e saggezza. A un certo punto ci rendiamo conto di quanto sia piccolo quel bosco, di quanto sia facile per chiunque uscirne per errore e ritrovarsi in un luogo selvaggio.

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