20.1.21

Lo Zahir (Paulo Coelho)



Penso di rispondergli che questo genere di domande esula dalle indagini, ma mi serve la sua complicità, forse avrò bisogno di lui in seguito - in definitiva, esiste comunque un'istituzione invisibile di nome "Banca dei Favori", la quale mi è stata sempre molto utile.

Schiavi di una vita che non avevano scelto, ma che si erano obbligati a vivere: perché qualcuno, alla fine, li aveva convinti che quell'esistenza era la migliore per loro.

Dovrebbero sentirsi tutti tristi, commossi e solidali con un uomo dall'anima sanguinante d'amore. Invece seguitano a ridere, immersi nelle loro piccole e miserabili vite che si realizzano solo nei fine-settimana

quanto più è bello tutto ciò che mi circonda, tanto più io mi sento un derelitto.

Libertà non è l'assenza di obblighi, bensì la capacità di scegliere e di impegnarmi in ciò che ritengo sia meglio per me.

Se tentassi e fallissi, non so come sarebbe il resto della mia vita: di conseguenza, è meglio vivere pensando a un sogno piuttosto che affrontare l'eventualità di vederlo fallire.

Davvero non avrei voluto nascere uomo; sono ben contenta della mia condizione di donna. In definitiva, tutto quello che voi uomini vi aspettate da noi è che cuciniamo bene. D'altro canto, dagli uomini ci si attende tutto: che siano capaci di mantenere una famiglia, di fare all'amore, di difendere i figli, di provvedere al cibo, di avere successo."

L'essere umano deve sempre affrontare due grandi problemi: il primo è sapere quando cominciare; il secondo è capire quando fermarsi.

Penso che, se ci si ferma, la vita perde il suo significato."

O forse è quello che dicevano gli antichi conquistatori delle Americhe: "Navigare è necessario, vivere invece non lo è."

Non credo nel potere curativo della sofferenza e della tragedia. Queste cose accadono perché fanno parte della vita, e non devono essere viste come una punizione. In genere, l'universo vuole indicarci che siamo in errore allorché ci toglie ciò che abbiamo di più importante: i nostri amici. E, se non mi sbaglio, questo è capitato anche a te."

Di recente, ho scoperto una cosa: i veri amici sono quelli che ci stanno accanto quando accadono le cose belle. Essi schierano dalla nostra parte, gioiscono per le nostre vittorie. I falsi amici sono quelli che compaiono soltanto nei momenti difficili, con una triste espressione di 'solidarietà': in realtà, la nostra sofferenza serve a consolarli per le loro vite miserabili

la libertà assoluta non esiste: esiste piuttosto la libertà di fare una scelta e, da quel momento, sentirsi impegnati nei confronti di quella decisione.

nessuno è solo nelle sue tribolazioni - c'è sempre qualcun altro che pensa, gioisce o soffre in modo identico - e questo ci dà la forza per affrontare più proficuamente la sfida che ci si para davanti."

Se c'è la sofferenza, allora bisogna accettarla, perché non scomparirà solo fingendo che non esiste. Se c'è la gioia, si deve accoglierla nella stessa maniera, seppure con la paura che un giorno possa finire.

Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: non importa come lo si definisca, ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.

Esther domanda perché gli uomini sono tristi. 'È semplice,' risponde il vecchio. 'Vivono imprigionati nella loro storia personale. Tutti sono convinti che l'obiettivo dell'esistenza sia quello di portare a compimento un piano. Nessuno si domanda se quel progetto sia il proprio, o se sia stato pensato da altri. Le persone accumulano esperienze, ricordi, cose e idee altrui - più di quanto possano sostenere. E così dimenticano i propri sogni.'

Secondo la tradizione della steppa, il cui nome è «Tengri», per vivere pienamente bisogna essere in continuo movimento: solo così ogni giorno può essere diverso dall'altro

Non si può viaggiare fisicamente. Ma è possibile farlo sul piano spirituale. Spingersi sempre più distante, allontanarsi dalla propria storia personale, da ciò che ci hanno costretto a essere.' 'Come si può fare per liberarsi di questa storia che ci hanno raccontato?' 'Bisogna ripeterla a voce alta: noi rappresentiamo i suoi dettagli principali. E così, a mano a mano che la raccontiamo, ci congediamo da ciò che siamo stati, questo cammino - ci apriamo a un mondo nuovo, sconosciuto. Ripeteremo tante volte quella storia antica, finché non avrà più importanza per noi.'

C'è un particolare: per evitare che nasca dentro di noi una sensazione di vuoto, via via che gli spazi si liberano, dovremo colmarli rapidamente, seppure in maniera provvisoria.'

Con altre storie, con esperienze che magari non osiamo o non vogliamo avere. È in questo modo che noi cambiamo. E così che l'amore cresce. E quando l'amore cresce, noi diventiamo grandi insieme a lui.'

Ho cercato di agire diversamente, di lavorare con largo anticipo, ma sembra che la mia immaginazione funzioni solo in questa maniera, quando è sottoposta a un'enorme pressione.

è sempre possibile tornare a essere giovani e un po' pazzi.

Gli stupidi meritano davvero una carta d'identità speciale, giacché sono loro a sorreggere l'idiozia collettiva.

Mi piacerebbe conoscere i comandamenti di Jante," dice il giornalista, interrompendomi, ma dando l'impressione di essere sinceramente interessato. "Non li ho sottomano, ma posso riassumerle il testo completo." Vado al computer e stampo un sunto dei comandamenti già pubblicato: Tu non sei nessuno; non osare nemmeno pensare di saperne più di noi. Tu non sei minimamente importante, non riesci a fare bene niente, il tuo lavoro è insignificante; se non osi sfidarci, potrai vivere felice. Considera sempre seriamente ciò che diciamo, e non ridere mai delle nostre opinioni.

l'età riduce l'andatura soltanto a quelli che non hanno mai avuto il coraggio di camminare con le proprie gambe.

Mi ha detto che il mio passato mi avrebbe accompagnato per sempre: tuttavia, quanto più fossi riuscita a liberarmi dei fatti e a concentrarmi solo sulle emozioni, tanto più avrei capito che nel presente esiste sempre uno spazio grande come la steppa, che dev'essere colmato con altro amore e altra gioia di vivere.

Infine, mi ha spiegato che la sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel modo che immaginiamo, e non nella maniera in cui l'amore deve manifestarsi - libero, incontrollato, pronto a guidarci con la sua forza e a impedirci di fermarci."



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