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25.1.22

25/365 Le transizioni (Pajtim Statovci)

Qui la gente ha tempo per leccarsi le ferite, penso, per tormentarsi eternamente su faccende del tutto irrilevanti, ha il tempo di meditare sul senso della vita per giorni, mesi, anni, su cosa fare, quale professione intraprendere, mentre nel Paese da cui provengo i neonati muoiono di febbre e denutrizione, gli uomini vengono uccisi per questioni d’onore, e le mogli che abbandonano i mariti finiscono ammazzate dai proiettili che i parenti della vittima hanno consegnato in dote allo sposo

oggi è sempre più raro vedere gente felice

Accadde una mattina presto. È il momento in cui succede di solito, ci aveva avvertiti il medico, perché a quell’ora il nostro corpo è particolarmente rilassato e rilascia ormoni che rallentano le funzioni vitali e alla fine possono arrestarle del tutto. La maggior parte dei malati terminali muore alle prime ore del giorno, quando non c’è nessuno a vederli morire, come se il corpo fosse in qualche modo consapevole che l’appuntamento con la morte è una questione da affrontare da soli, che non riguarda i vivi.

mi ricordo di aver pensato che non avrei mai dimenticato che aspetto hanno i morti, che nel corpo di un morto sembra non ci abbia mai abitato nessuno.

Dopo che ebbi spalato un po’ di terra, dopo aver visto la bara bianca sparire lentamente, provai un enorme sollievo, vagamente simile a quello provato alla morte di mio padre, e però in qualche modo diverso. Non era gratitudine perché lui non avrebbe più sofferto, o liberazione per me che non l’avrei visto soffrire, era solo un senso di calma, come il risveglio dopo un lungo sonno.

I tedeschi sono più intelligenti ed educati degli italiani. A loro interessa dove sono adesso e dove sto andando, e di se stessi si limitano a raccontare cose simili.

Così Rosa scompare dalla mia vita e il nostro amore svanisce in un istante, una sfortunata serie di eventi e lei, da persona in carne ed ossa, si trasforma in una sequenza di immagini nella mia testa, diventa una storia, un personaggio che posso far comparire quando voglio, estrarla come una carta da un mazzo, accenderla come un canale televisivo.

Il drag è la regalità del genere, è essere al di sopra del genere interpretando tutti i generi contemporaneamente»

Non sarebbe meglio concentrarsi sull’essere unici invece che sull’essere uomo o donna?

E ancora non avrei compreso che ogni attività umana è mossa dal desiderio di migliorarsi. La gente emigra da un Paese all’altro per avere migliori condizioni di vita, e nulla si dice o si fa disinteressatamente, ogni azione comporta la promessa di un domani migliore, il desiderio di raggiungere qualcosa che voglio, qualcosa che ritengo indispensabile.






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