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3.2.22

34/365 (3 Feb) La felicità del lupo (Paolo Cognetti)




A diciannove ero a Bologna, studiavo arte. Sei un’artista?
No. Almeno questo l’ho capito. Di non essere un’artista, voglio dire. Ero più brava a far festa. 
A Bologna, lo credo bene. 
Sai, avevo trovato un libro di geografia per bambini, lí in libreria. Diceva così, che salire di mille metri sulle Alpi equivale a spostarsi verso nord di mille chilometri. Ah sì? Sì, per il clima. La flora, la fauna e così via. Diceva che il clima cambia molto più rapidamente in altitudine che in latitudine, perciò anche un breve dislivello vale come un lungo viaggio.
Bell’idea. 
Cosa vuoi farci, c’è il cane da caccia e il cane da pastore.
Ognuno segue l’istinto che ha.
era vero che quell’uomo non diceva grazie e probabilmente non chiedeva nemmeno scusa, però sapeva come sdebitarsi, e anche questo valeva più delle parole.
qualcosa scompare e qualcos’altro prenderà il suo posto, gli disse. Così va il mondo, sai? Siamo noi che abbiamo sempre nostalgia di quello che c’era prima.
non ti sentire troppo in colpa per i rami secchi che cadono nella vita
la montagna la pensavi in un modo quando ci vivevi, e in un altro quando ne stavi lontano.

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