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17.2.22

48/365 (17 Feb) 44 anni di gatti

Il primo fu Mingone, morto sicuramente investito.

Poi Mingan, tirata sotto da mia mamma in retro una mattina mentre mi portava all'asilo.

Poi Fifì, che era tutta nera. I superstiziosi facevano gli scongiuri, io l'adoravo. Un vicino la chiuse in un vecchio mobile fuori casa, dove colpì violentemente il naso, e addio.

Poi Bianchina, indovina il colore del manto. Era sorda, una volta si spaventò per una sciocchezza e mi spedì al pronto soccorso per un morso tremendo.

Poi Birillo, starnutivi e gli partiva un tic nervoso. Andava in amore e scompariva, tornava sempre ferito, l'ultima volta con un occhio parecchio lesionato. Scappò dallo dal veterinario che lasciò la porta aperta dello studio.  Salì su un pino e non si vide mai più.      

Poi Patatina che si infilava sotto le coperte e dormiva tutta la notte con me tra le ginocchia. Fu un tumore.

Poi a Bollate ci fu Camillo, il persiano. Era un'ombra di pelo rosso, mai una volta in braccio ma sempre presente. Una cardiopatia congenita se lo portò via dopo due anni.

Da quasi 13 anni c'è Greta, la contessa. La maine coon cazzuta, mia croce e delizia.


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