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21.2.22

52/365 (21 Feb) Il mio cognome

Ci sono cose che odiamo e cose che ce le fanno odiare gli altri. Nello specifico, GLI ALTRI, mi hanno fatto sempre odiare il mio cognome.

TOGNACCI

Cercando qua e là sull'internet viene fuori che significa "devoto di Sant'Antonio". Ok, bello.

Peccato che la quasi totalità delle persone o non lo capisce, o crede di averlo recepito correttamente ma lo trascrive male. Un po' come mia figlia in prima elementare, ma lei sta imparando. Si stima che la pletora di rincoglioniti abbia una certa alfabetizzazione, ma non è ovvia.

A tutto ciò si aggiunge la mia dizione viziata dall'accento romagnolo, per cui esse e zeta sono in guerra, e la "c" si mimetizza con le precedenti. Quindi se devo lasciare un nome per una prenotazione o per farmi richiamare, divento signora anni '60 e fornisco quello da sposata.

In testa a tutti c'è TOGNAZZI. 

Come l'attore? Oramai serve solo per datare al C14 l'interlocutore, giacché oramai non lo ricorda più nessuno.

Poi ANTONACCI, TONIACCI, TONIAZZI, ANTONIAZZI... Capite la mia frustrazione?

Una volta è persino andata così:

- Come si chiama?

- TOGNACCI SARA. Tognacci scritto con doppiaccì alla fine, mi raccomando.

- Sì, sì. Ecco il suo attestato: Tognacci LARA. 

(fu*k)


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