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24.2.22

55/365 (24 Feb) Escalation di ansia

Due anni fa esatti, il 24 febbraio 2020, iniziava a tutti gli effetti l'incubo Covid. Per i detentori di prole minorenne cominciava quello che sarebbe stata la prassi dei seguenti due anni: scuole chiuse e figli a casa a intervalli.

Eros era al primo anno di nido, da allora non si è preso più un virus gastrointestinale. Abbiamo messo in pausa il suo sistema immunitario, ma questo è stato l'unico grande vantaggio. Per il resto pure il linguaggio si è fermato per poi riprendere alla materna.

Ester ha cominciato con i rudimenti della DAD. Uno strazio, perché di fatto era piccola anche se dimostrava fisicamente e linguisticamente un'età maggiore, ma le fragilità del suo sviluppo emotivo cozzavano alla grande, e non è stata cosa da poco.

Ho sempre detto che è meglio una pandemia di una guerra, e sinceramente speravo di offrire un mondo diverso ai miei figli, invece qua si rimbalza da un pazzo furioso all'altro in una sequenza infinita. 

Due anni esatti dopo inizia la guerra nel cuore dell'Europa orientale, e improvvisamente dai notiziari scompare il virus. Non si parla più dei quasi 50K contagi al giorno, o della conta giornaliera dei morti ancora assurdamente alta, o a che punto sono le vaccinazioni. A nessuno frega più del green pass o delle ffp2. 

Il progresso non ci ha ancora insegnato a evitare le guerre, perché in fondo siamo e rimaniamo solo delle bestie.

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