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2.3.22

61/365 (2 Mar) Morire un po'

Pedalavo nelle Groane immaginando le montagne dietro la foschia.

Non piove da due mesi, ma ti sembra normale? Devo già fare il cambio dell'olio all'auto perché il filtro con questo smog non ce la fa più. Eppure questa è la parte giusta del mondo, dove si fa peccato quando ci si lamenta.

Nel durante, non so perché, mi è venuta in mente una scrittrice, di cui non sto a fare il nome, che era diventata "famosa" perché era stata mollata dal marito quando i loro due figli erano piccolissimi. Lei reagì con la scrittura: ne uscì un blog, che diventò prima un libro che poi diventò un film, che alla fiera mio padre comprò.

Insomma mi viene in mente lei, visito il blog che ora aggiorna raramente, allora zompo su instagram e scopro che ha una figlia, un'altra, avuta da un nuovo amore. Tutto è bene e quelle cose così. 

Ma il mio pensiero è stato chiedermi quanti anni avesse, perché credo siamo circa coetanee, quindi mi viene naturale rapportarla a me e pensare come sarebbe avere ora un terzo figlio, alla mia età. Lo so che sarebbe comunissimo, e non sarebbe di certo strano. 

La nostalgia fotte sempre, più di tutti i sentimenti messi assieme. La nostalgia di quei minuscoli esserini tra le braccia, che crescono davvero in un battibaleno, che mettiamo al mondo solo per accompagnarli per un periodo piuttosto breve delle nostre e loro vite. Gli stessi esserini che sono prima totalmente dipendenti dalle cure dei genitori e poi puff: chi sei, ti odio, i vattene dell'adolescenza. 

No, non voglio altri figli. Il periodo per me è passato, è archiviato come il liceo e gli esami all'università, i colpi di testa, lo spinning e il running. Vivo nel presente e la mia attenzione ora è rivolta alla loro crescita, cercando di dare il meglio che posso. Anche perché quando sono in un negozio, o comunque al chiuso e sento il pianto disperato di un neonato a me sale un'ansia incredibile. Perché ci sono passata e conosco il disagio che mi procuravano momenti del genere. 

(Non sto dicendo che non sopporto i bambini che non siano i miei, ma ci vado vicino, e di molto.) 

Detto questo, oggi all'uscita da scuola Eros è scappato in mezzo alla strada perché ha riconosciuto il padre in macchina ed era felice di vederlo. Lui scappa, io muoio di paura. Non passano auto, Qualcuno ci ha graziato. Io sono comunque morta un po' perché in un attimo sarebbe cambiato tutto. Sarebbe un po' come se una piccola bomba ci avesse devastato. 

Ci pensi alla guerra, allora? Che nella parte sbagliata del mondo è così ogni istante?


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