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19.3.22

78/365 (19 Mar) Festa del papà

Babbo mi manca, in questo giorno un po' di più. 

Nel 2019 chiesi a mia mamma se si ricordava di me, doveva essere una buona giornata perché la risposto fu affermativa. Forse una bugia bianca, forse no, chissà.

Mio padre di fatto l'ho seppellito due volte, quando arrivò la demenza e quando morì per davvero.

Il funerale all'anima fu quello più doloroso, quello del corpo una formalità. 

I padri di adesso sono più presenti, giocano con i figli, li portano al parco, dal pediatra. Instaurano un legame più forte. Questo è molto bello. Io questa fortuna non l'ho avuta. Pochi sono i ricordi di me con lui.

Però quando lui era di guardia a una banca in città e io passavo a salutarlo lui mi allungava le cinquemila lire per la pizza al taglio in via Gambalunga. 

A 16 anni mi portò al concerto a Bologna dei Take That, e stette là con me per una notte e un giorno intero.

Quando a 17 anni mi venne l'otite mi portò al pronto soccorso mentre piangevo come un vitello.

Se gli accarezzavi i capelli piano piano questi si rizzavano tutti come la coda del gatto.

La sua voce, la sua voce era poderosa, alla fine non ce l'aveva più, come un palloncino sgonfio.

Babbo, lo sai, mi manchi tanto. Eravamo poco, ma eri tutto.

(una foto che amo)

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