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27.3.22

86/365 (27 Mar) Berghem

Se ieri ti sei sfiancata sulla pastiera, a lavare giacche invernali come se non ci fosse una fine, oggi no, è domenica e il giretto non te lo deve togliere nessuno. Nemmeno fossi io quella che preme per uscire, anzi sono proprio quella che deve vincere ogni volta la pigrizia.

Allora andiamo al lago? Ok, ma quale? Lecco, che è tanto che non si va? Va bene, ma quella coda infinita all'uscita di Cinisello? Coda per Lecco. Appunto. 

Tiriamo dritto per Bergamo per il secondo tentativo dell'anno (il primo per la Befana). Arriviamo poco prima di pranzo. Un puttanaio incredibile. Strade per il centro tutte transennate e troviamo posto in un parcheggio, e nemmeno a pagamento, perché forse qualche Santo ha pregato per noi.

La città è blindata perché l'evento, peraltro neanche nominato per sbaglio in quello che succede il fine settimana, è il famigerato carnevale di mezza quaresima di Bergamo. E chi cazzo ne sapeva qualcosa?

Poco male, prima della sfilata dei carri superzarri ci facciamo una grandissima vasca che va dalla stazione (Berghem de hota: trad. Bergamo bassa) alla città alta (Beghem de hura: trad. Bergamo alta). E i bambini, devo dire bravissimi, al passo come piccoli soldatini. In salita si divertono pure, beati loro.

Ecco qualche fotina:

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