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20.7.22

Il falso bene

Poco prima che suoni la sveglia (la metto alle 6:00, ma poi chissà perché prima di un'ora non mi schiodo dal letto) il mio sonno è leggerissimo e da lì ho la percezione di fare i ragionamenti più sensati e intelligenti della mia via vita (magari è quella cosa che dicono che usiamo solo una minima percentuale delle nostre capacità mentali, e invece di giorno abbiamo l'attenzione del pesce Dory). 

Insomma ripenso a quella persona che ha gravitato attorno alla mia quotidianità per circa 15 anni ed è persino riuscita a salire sull'altare (il mio nella fattispecie), e poi piccata a morte perché avendole detto che avrebbe fatto bene a farsi "quel vaccino" - guai nominarlo - mi ha risposto che io l'avrei criminalizzata ma soprattutto giudicata. Pensa se invece di averle parlato francamente lo avessi fatto perculandola alle spalle. Ma tu vedi questa minus habens. Per farla breve lei mi ha buttato nell'umido. Ma senza dirmelo. Quando poi cominci a puzzare così tanto che non basta nemmeno più averci fatto l'abitudine, anche la più stolida, io, ci arriva e molla. E così ho fatto. 

Da persona adulta e saggia che sono le ho mandato un messaggino dove la sintesi è "ce l'hai/chiuso", e poi l'ho bloccata su tutto il mondo tecnologico perché "tocco blu/non gioco più". Siccome sono pur sempre adulta matura/guadagnante/spendente.

Con tutta calma una settimana dopo trovo nello spam una mail in cui la persona in questione mi manda uno screenshot di whatsapp giacché lì è bloccata (come prova che se qualcuno vuole arrivare a te la via la trova), dove ammette la sua parte di colpa: essersi allontanata. Ma comunque la colpa non è mica sua: è solo mia, mia e mia. Mavaffanculo, dai (qui torna buona questo post). Prima bastone, poi carota, poi bastonata forte, poi dolcetto alla fine: "ma ti ho voluto bene come a una sorella".

Quindi non me ne vuoi più. Amen, me ne farò una ragione. 

Ora vorrei introdurre un discorso triggerante come quello spinoso tra chi non ha figli* e non capisce chi l* ha. In un certo senso se tu sei figli* unic* come puoi sapere qual è il bene che vorresti a un* ipotetic* fratello/sorella? Il tuo è un ideale di bene. 

Io che ho un fratello di 10 anni maggiore di me, e praticamente non ci siamo mai frequentati, secondo te quale potrà essere il bene che ci vogliamo? Quello di due sconosciuti, probabilmente? 

Oppure, due fratelli/sorelle che si prendono a mazzate o a male a parole tutto il tempo o si sfanculano prendendo strade diverse, qual è in questo caso il bene? Ma dov'è soprattutto?



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